L’Atm resta senza commissario, Santi Alligo si dimette

Aveva già provato a lasciare quell’incarico diventato troppo difficile da gestire quando ancora a guidare il Comune era il sindaco Buzzanca. Nei mesi a seguire la situazione si è fatta sempre più rovente, oggi è arrivata la lettera di dimissioni. Il segretario di Palazzo Zanca Santi Alligo lascia il suo posto da Commissario Straordinario dell’Atm. Una decisione che arriva dopo settimane incandescenti culminate con il blocco di due giorni da parte dei dipendenti del servizio di trasporto. Il malcontento era nell’aria, la lettera consegnata oggi, e che adesso dovrà passare al vaglio del Commissario Straordinario Croce, non arriva all’improvviso. Già durante gli ultimi incontri che Alligo aveva avuto con i sindacati per i continui ritardi nel pagamento degli stipendi si respirava aria di dimissioni. Le posizioni del Commissario Atm da un lato e dei dirigenti comunali dall’altro avevano fatto emergere chiaramente una diversità di vedute sulla gestione del caso Atm e delle risorse a disposizione dell’azienda di via La Farina. Netto e deciso Santi Alligo che resta Segretario Generale del Comune e rinuncia al secondo incarico che ormai mal si conciliava con il primo. Questa la motivazione che si legge nella lettera consegnata questa mattina a Palazzo Zanca. Un doppio incarico che non gli permetteva più di poter dedicare all’Atm l’attenzione che merita in un momento così delicato e difficile per l’azienda, per il servizio e per i lavoratori. Adesso dunque si dovrà pronunciare il Commissario Croce.

Immediate le reazioni dei sindacati, soprattutto delle sigle che negli ultimi mesi avevano chiesto con cadenza regolare le dimissioni di Alligo dall’Atm.

Per il sindacato Orsa queste dimissioni sono un atto dovuto che palesano lo stato di abbandono in cui da anni versa l'Atm diventata, per negligenza delle ultime amministrazioni comunali, la Cenerentola delle partecipate. Il segretario dell’Orsa Trasporti Michele Barresi, pur rinnovando stima assoluta nella persona, reputa questa scelta opportuna e persino tardiva. “In più occasioni abbiamo chiesto al Commissario Alligo di rimettere l'incarico per non diventare, suo malgrado, il parafulmine dell'inadeguatezza con cui la precedente amministrazione ha affrontato le gravi problematiche dell'azienda trasporti messinese. In questi ultimi mesi abbiamo denunciato come all'interno di Palazzo Zanca il doppio incarico rivestito da Alligo non portasse benefici all'Atm, anzi in più occasioni, si è evidenziato un sospetto cortocircuito di relazioni e competenze tra i vari uffici comunali che finivano costantemente per danneggiare e penalizzare l'azienda ed i lavoratori". Il sindacato a questo punto chiede di interrompere la continua fase commissariale che ha contribuito al disastro in cui versa l'Atm e che si trovi finalmente con tempestività una figura tecnica di alto profilo con competenze specifiche quanto mai indispensabile in questa fase di necessaria trasformazione dell'azienda.

Decidono di commentare le dimissioni di Alligo anche Pino Foti della FILT-CGIL, Enzo Testa della FIT-CISL e Silvio Lasagni della UILTRASPORTI.

“Alligo – scrivono in un comunicato – ancora una volta lascia la sedia di Commissario Straordinario dell’ATM. Certo bisognerà vedere se anche questa volta le sue dimissioni saranno o meno respinte, ma è indubbio che questa scelta è un dovuto atto di chiarezza.Nessuno mette in discussione le sue qualità professionali, ma l’incredibile rapporto che ancora permane, tra il Comune di Messina e la sua società partecipata, non poteva risparmiare chi al contempo era costretto ad indossare tutte e due le giacche”.

“Alligo – continuano – è arrivato all’ATM perché le norme vigenti vietavano, e vietano ancor oggi, di definire nuovi contratti con personale esterno all’amministrazione, ma è sotto gli occhi di tutti che dal luglio del 2011 è servito come foglia di fico, sia per l’amministrazione che per il consiglio comunale. Sia ben chiaro, non spettava al Segretario Generale del comune assumere quelle decisioni che sono da sempre di esclusiva pertinenza dei due organi di Palazzo Zanca, ma proprio per questo il compito di Alligo era ormai inutile, così come inutili si sono rivelati alla fine tutti i precedenti commissariamenti e presidenze”.

“Il problema – concludono i tre segretari di categoria – non è tanto chi adesso andrà a gestire l’ATM, ma soprattutto come si intende risolvere la questione della trasformazione societaria, delle risorse e dei rapporti tra comune e partecipata, e poiché sarebbe ridicolo e dispendioso ripristinare in queste condizioni un presidente, che per essere tale dovrebbe avere anche un c.d.a., Croce si attenga ai profili di professionalità per la nuova nomina ma, prima, proceda speditamente sul tutto il resto, avviando quel confronto già concordato”. (Francesca Stornante)