Operazione Pozzo: testimone chiave ritratta ed accusa i Carabinieri. Indagato per calunnia e falsa testimonianza

Operazione Pozzo: testimone chiave ritratta ed accusa i Carabinieri. Indagato per calunnia e falsa testimonianza

Operazione Pozzo: testimone chiave ritratta ed accusa i Carabinieri. Indagato per calunnia e falsa testimonianza

lunedì 25 Maggio 2009 - 14:28

Prima denuncia gli estortori che da anni lo taglieggiavano, li fa arrestare nell’operazione Pozzo e poi ritratta tutto, accusando i Carabinieri di aver inventato false dichiarazioni.

Una retromarcia che gli è costata un’incriminazione da parte del

sostituto procuratore della DDA, Giuseppe Verzera. Ora, l’imprenditore barcellonese, Vincenzo De Pasquale, 63 anni, è stato raggiunto da un avviso di conclusione delle indagini in cui vengono ipotizzati i reati di calunnia e falsa testimonianza.

De Pasquale era stato un testimone chiave dell’operazione antimafia denominata -Pozzo-.

Nel maggio del 2008 raccontò ai Carabinieri della Compagnia di Barcellona di essere vittima del racket delle estorsioni e di essere taglieggiato dalla criminalità organizzata della città del Longano.

Agli investigatori rivelò i nomi di Mariano Foti, Antonino Bellinvia e Gaetano Chiofalo e raccontò dettagliatamente le sue vicissitudini. Spiegò di aver trovato una bottiglia incendiaria davanti al deposito della sua impresa, di aver subito il furto di un autocarro e l’incendio di un capannone. Poi qualcuno si presentò da lui e lo convinse a pagare 3000 euro l’anno in cambio di protezione. Da quel momento nessuno lo avrebbe più toccato.

Dopo aver preso a verbale queste dichiarazioni a quelle dei pentiti Emanuele Merenda e del polacco Ariel Mroczhowsky il 30 gennaio scorso i Carabinieri arrestarono 12 persone per associazione mafiosa, estorsioni, usura e danneggiamenti e gioco d’azzardo. Finirono in carcere gli appartenenti ad un’organizzazione che gestivano gli appalti pubblici nel barcellonese, intimidendo gli imprenditori e costringendoli a pagare il pizzo. Fra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare anche Foti, Bellinvia e Chiofalo, i tre accusati da De Pasquale. Ma anche Carmelo Mazza, considerato l’esattore del pizzo del clan dei barcellonesi, arrestato dopo un mese di latitanza ed ucciso ad Olivarella il 27 marzo in un agguato di stampo mafioso

Poi tutto cambiò improvvisamente. Gli indagati chiesero l’incidente probatorio e De Pasquale cambiò atteggiamento. Al gip Massimiliano Micali negò di aver mai accusato qualcuno e di aver fatto i nomi di Foti, Bellinvia e Chiofalo. Disse, anzi, che erano stati i Carabinieri ad attribuirgli determinate frase ed accuse. Un dietro front molto grave che lanciava ombre sull’operato degli ufficiali e sottufficiali dell’Arma. Dopo due mesi di indagini però per De Pasquale è scattata l’iscrizione nel registro degli indagati e la chiusura delle indagini per i reati di calunnia e falsa testimonianza.

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