Provincia. Bisignano: «Quasi ultimato il lavoro sulle Partecipate. A marzo il piano completo in commissione»

Il tentativo di rilancio dell’Ato3 idrico è solo una delle missioni che Nanni Ricevuto, in stretta sinergia con il suo vero braccio operativo nell’attività amministrativa, Michele Bisignano (foto Sturiale), sta cercando di portare avanti. Una delle questioni che da più tempo attende una decisa “revisione” è quella della presenza della Provincia di Messina in società Partecipate dalla dubbia utilità. Tanti infatti i soggetti pubblici ai quali l’Ente contribuisce economicamente pur non avendone benefici sul piano dei servizi e dell’immagine.

Un processo, quello della valutazione delle partecipazioni, sollecitato da più parti (politiche e istituzionali, vedi articoli correlati in basso) e sul quale Bisignano sta lavorando da tempo. «E’ stato predisposto il documento che verrà posto all’attenzione della commissione competente prima e del consiglio poi, nel mese di marzo. Stiamo affinando gli ultimi dettagli – spiega l’assessore -. Come ribadito più volte, è stato perso un po’ più di tempo per le difficoltà riscontrare nel reperimento della documentazione inerente ad alcune società. Atti e certificati smarriti negli anni nei vari uffici. Inizialmente poi, diverse società non avevano risposto. Adesso sono molte di più quelle che hanno resocontato circa la situazione economica e i risultati ottenuti. All’interno dell’analisi abbiamo inserito anche tutte le partecipazioni in associazioni o altro tipo di organismi».

L’intenzione, secondo quanto ci rivela Bisignano, è quella di uscire da varie società, ovviamente d’accordo con il consiglio. Tra queste certamente ci sono gli Ato rifiuti: tra le righe infatti, l’assessore fa capire di non essere affatto contento della gestione e del servizio offerto negli ultimi anni. Poi lancia una provocazione: uscire da quelle partecipate commissariate da anni, come l’Ente Fiera o il Consorzio Asi. «Si definisca la composizione dei vertici, in modo da creare una struttura tale da poter sviluppare programmi e progetti operativi», conclude.