Asp Messina attiverà Case e Ospedali di Comunità, ecco come saranno utili

Asp Messina attiverà Case e Ospedali di Comunità, ecco come saranno utili

Redazione

Asp Messina attiverà Case e Ospedali di Comunità, ecco come saranno utili

lunedì 17 Marzo 2025 - 08:59

Confronto col Comitato Consultivo sul nuovo sistema di integrazione servizi sociosanitari del territorio

Il Pnrr ha investito in ambito nazionale 15,63 miliardi di euro sulla missione 6 “salute”, dei quali la metà per la componente legata all’assistenza sanitaria territoriale. In particolare, ci sono tre investimenti importanti per realizzare nuovi presidi: Case della comunità, Ospedali di comunità e Centrali operative territoriali (Cot). Nella sfida dei finanziamenti del Pnrr, l’Asp di Messina è seconda per i lavori effettuati in Sicilia, e sta per consegnare molte strutture in tutta la provincia.

Il tema è stato al centro d un confronto tra il direttore amministrativo Giancarlo Niutta e il Comitato Consultivo dell’Asp di Messina, rappresentanti dei servizi sanitari e sociosanitari del territorio, nei locali della Direzione Generale dell’Asp di Messina.

Case di comunità e Ospedale di comunità

Strutture centrali nella riforma del Sistema Sanitario Nazionale sono le Case di Comunità, che mirano a potenziare l’assistenza sanitaria territoriale. Dovranno avere un punto di accoglienza e di orientamento, ma soprattutto essere il luogo in cui il cittadino trova risposte adeguate alle sue esigenze sanitarie o sociosanitarie, con particolare attenzione per le persone fragili e i pazienti cronici. L’Ospedale di Comunità, invece, è definito struttura sanitaria di ricovero della rete di assistenza territoriale che svolge una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero. L’Ospedale di Comunità è rivolto a pazienti che, a seguito di un episodio di acuzie minori o per la riacutizzazione di patologie croniche, necessitano di interventi sanitari a bassa intensità clinica potenzialmente erogabili a domicilio, ma vengono ricoverati in queste strutture in mancanza di idoneità del domicilio stesso (strutturale e/o familiare) e necessitano di assistenza/sorveglianza sanitaria infermieristica continuativa, anche notturna, non erogabile a domicilio. Con queste nuove strutture si potranno evitare così i ricoveri inappropriati in ospedale e supportare al meglio il processo di dimissione dalle strutture di ricovero, garantendo assistenza appropriata a pazienti con condizioni complesse.

Durante la riunione il Comitato Consultivo e l’Azienda hanno esaminato e valutato concrete proposte circa le modalità con cui portare a conoscenza i cittadini di tutta la Provincia di quanto sarà offerto nelle nuove strutture e le modalità di accesso ed utilizzo di servizi e prestazioni sanitarie. Con l’Azienda si è peraltro condiviso un fondamentale momento programmatico volto a far sì che, fermi restando i requisiti standard previsti dalla normativa di riferimento, verranno via via implementati quei servizi che risulteranno necessari per il benessere e la tutela della salute di determinati territori.

“Siamo convinti che l’interlocuzione e la condivisione siano attività fondamentali per programmare e realizzare ciò di cui la nostra utenza ha bisogno, per questo abbiamo voluto il confronto odierno. È necessario ascoltare per dare significato concreto al ruolo centrale del cittadino” – ha detto il direttore Niutta.

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