L'imprenditore 80enne, attivo nel settore della fornitura di attrezzature per la ristorazione, ha smascherato il dipendente furbetto
Arriva da Messina una vicenda anomala nel panorama delle cause di lavoro. Il protagonista è un datore di lavoro denunciato da un dipendente. Anziché ricoprire la parte del “furbetto sfruttatore”, però, stavolta è il datore di lavoro il truffato. L’uomo, alla bella età di 80 anni, è stato assolto dalla giudice monocratico di Messina Adriana Sciglio dall’accusa di aver violato alcune normative sulla sicurezza sul lavoro.
La giudice ha accolto così la richiesta del difensore, l’avvocato Tonino Aliberti, che ha dimostrato la correttezza dell’operato del suo cliente, operante nel settore della fornitura di attrezzature per la ristorazione. La stessa giudice ha inviato alla Procura gli atti per valutare la condotta del dipendente, un 55enne messinese.
Il falso infortunio
La vicenda risale al giugno 2021. Il dipendente era tornato a lavoro dopo una decina di giorni di malattia e poco dopo aver cominciato le sue mansioni si era recato al pronto soccorso lamentando un infortunio: lombalgia acuta dopo sforzo ed ernia discale la diagnosi. Da lì l’apertura della pratica per il riconoscimento della malattia professionale e l’imputazione al datore di lavoro che, secondo l’Accusa, non aveva sottoposto il lavoratore a visita medica prima del rientro in servizio e non aveva adeguato i compiti ai carichi a lui consentiti.
Il dossier dell’investigatore privato
A scagionare l’imprenditore ottantenne è stato il dossier di un investigatore privato che ha seguito per diversi giorni il dipendente, documentando come effettuava tranquillamente le più diverse attività, compreso lo scarico e carico di grossi sacchi di cemento. Sentito dal giudice ha prima lamentato di non poter effettuare diverse attività a causa dell’infortunio ma, quando gli sono state sottoposte le foto che lo immortalavano alle prese coi sacchi di cemento, non ha saputo come giustificarsi.
L’avvocato Aliberti ha anche dimostrato la correttezza del datore di lavoro: tutti i dipendenti erano stati sottoposti a visita medica anche quell’anno, soltanto il 55enne si era rifiutato.
