Estorsioni in un bar, clienti aggrediti e minacce alla Polizia: "Dovete morire tutti". Tre arrestati VIDEO

Estorsioni in un bar, clienti aggrediti e minacce alla Polizia: “Dovete morire tutti”. Tre arrestati VIDEO

Redazione

Estorsioni in un bar, clienti aggrediti e minacce alla Polizia: “Dovete morire tutti”. Tre arrestati VIDEO

venerdì 21 Marzo 2025 - 08:20

Un 20enne ha tentato di sfondare la porta del Commissariato di Sant'Agata Militello. Poi con altri due complici ha messo a soqquadro un bar di Rocca di Caprileone

La Polizia e i Carabinieri di Sant’Agata di Militello hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice di Patti, Eugenio Aliquò, su richiesta della Procura di Patti, nei confronti di tre giovani residenti a Sant’Agata di Militello.

Un ventenne è finito in carcere per una serie di reati contro il patrimonio e l’ordine pubblico nell’arco di due mesi. Dopo le verifiche e l’applicazione del braccialetto elettronico sarà posto ai domiciliari.

Grazie alle telecamere di videosorveglianza, è ritenuto indiziato del furto di un motorino nella notte del 30 novembre 2024, a Sant’Agata, insieme ad altre due persone in via di identificazione.

Le minacce alla Polizia

Il 24 dicembre 2024, invece, in occasione dell’arresto del fratello per possesso di cocaina e hashish, era andato nella sede del Commissariato di Sant’Agata, colpendo il portone di ingresso, cercando di sfondarlo, sferrando una serie di pugni alle finestre della sala operativa, lanciando minacce di morte: “Dovete morire tutti, bastardi, pezzi di merda, sbirri di merda!”; “Aprite questa porta, aprite o la sfondo a calci, se non aprite torno con la macchina e la sfondo!”; “vi scasso tutti, vi ammazzo tutti, vi scanno tutti!”; “vi mangio il cuore!”.

Incendio

E’ accusato anche di danneggiamento seguito da incendio aggravato commesso circa un mese dopo, sempre a Sant’Agata, nelle ore notturne del 22 gennaio 2025, ai danni di un’associazione ricreativa. Pochi giorni prima non gli era stato consentito l’ingresso e quindi aveva deciso di cospargere con del liquido infiammabile la porta di ingresso del locale, posto al piano terra di un edificio destinato anche a civile abitazione; aveva provocato l’incendio della porta di ingresso e le fiamme avevano anche lambito i cavi elettrici dell’illuminazione pubblica comunale.

Anche in questo caso le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza hanno consentito l’identificazione dell’indagato quale autore del gesto.

L’assalto al bar

Infine, nella notte tra il 23 e il 24 gennaio, è risultato gravemente indiziato del delitto di estorsione continuata e aggravata, in concorso con gli altri due coinvolti in questo procedimento (un trentaseienne e una ventunenne), a Rocca di Capri Leone, ai danni del titolare di un bar – sala giochi.

I tre si sono resi autori di una feroce spedizione punitiva. Dopo essere entrati nel locale, aver minacciato il titolare del bar (“A me mi possono arrestare…pure se mi faccio 10 anni, me ne sbatto la minchia… se io devo passare di là e ti devo ammazzare e me ne faccio altri 50, non me ne fotte una minchia!”) ed alcuni clienti (“vedi che ti prendo a schiaffi davanti ai Carabinieri! … dici la verità, perché ti do un colpo di bottiglia!”), dopo aver picchiato questi ultimi con schiaffi, pugni e calci, nonché scagliando al loro indirizzo delle sedie, una cassa bluetooth, stecche e palle da biliardo presenti all’interno del locale, hanno preteso la somministrazione gratuita di bevande alcoliche.

Le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza interne del locale, nonché le dichiarazioni delle persone offese, hanno consentito l’identificazione degli indagati quali autori del grave gesto.

Il giudice ha sottolineato come “la personalità dei tre indagati, la loro pervicacia, l’elevata pericolosità della loro condotta, la loro ostinazione, renda grave ed attuale il pericolo di commissione di ulteriori reati della stessa specie”.

5 commenti

  1. La cosa peggiore è che il poco carcere che faranno …se lo faranno…non li cambierà e le loro vittime saranno costrette a contare i giorni che mancano alla loro scarcerazione e temere che tutto ricominci

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  2. E gli diamo i domiciliari?

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  3. Ma per arrestarlo e mandarlo in villeggiatura a Gazzi cosa deve fare? Da addetto ai lavori purtroppo siamo in queste condizioni per colpa di molti giudici incapaci.

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  4. Carcere.

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  5. Non sono buoni neanche per fare sapone……..e vivono alle spalle della società civile…

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