Il messinese Giuseppe Vadalà commissario per la Terra dei fuochi

Il messinese Giuseppe Vadalà commissario per la Terra dei fuochi

Redazione

Il messinese Giuseppe Vadalà commissario per la Terra dei fuochi

giovedì 20 Febbraio 2025 - 07:30

Gli vengono affidati poteri straordinari per coordinare la bonifica dei terrritori. A nominarlo la presidente Meloni

Il generale dei carabinieri Giuseppe Vadalà, messinese, è stato nominato commissario straordinario per la Terra dei fuochi. L’obiettivo è “coordinare la bonifica del territorio, affidandogli poteri straordinari legati alle attività specificatamente indicate dalla sentenza della Cedu, Corte europea dei diritti dell’uomo”. La nomina è della presidente del Consiglio Giorgia Meloni nell’ambito del decreto legge sulla pubblica amministrazione.

Vadalà è anche è commissario straordinario per il coordinamento delle attività di bonifica e di messa in sicurezza delle discariche. Incarico prorogato fino al 31 dicembre 2025. Ora il nuovo incarico, sempre nel qiuadro di un coordinamento unico, riguarda le discariche abusive e i rifiuti tossici e speciali interrati tra le province di Napoli e Caserta, con numerosi roghi. Il tutto con al centro la camorra.

Classe 1963, liceo classico al “Maurolico” e una laurea in Scienze forestali a Reggio Calabria, il generale ha dedicato la sua attività professionale all’ambiente e a un territorio spesso da bonificare. Quando può, torna nella “sua” Messina, vicino a Torre Faro.

L’impegno per la tutela ambientale e agroalimentare

Già comandante dell’Arma in Toscana, fino al 2017, da sei anni ha unito l’esperienza del Corpo forestale al comando agrooalimentare dei carabinieri, Tutela e ambiente. Vadalà ha raccontato a Tempostretto: “Abbiamo costituito una grande unità che si occupa di repressione e prevenzione dei reati ambientali e agroalimentari sul nostro territorio. In particolare, ci occupiamo della messa in sicurezza e bonifica di 81 discariche, un tempo abusive, quasi tutte di Rsu, Rifiuti solidi urbani. Vecchie discariche degli anni Settanta, Ottanta e anche Novanta, non messe in sicurezza e rintracciate con il Dpr, decreto del presidente della Repubblica, 915 del 1982, articolo 13. In quegli anni c’era l’urgenza di reperire i siti dove scaricare questi rifiuti”.

“Entro il 2025 addio discariche e sanzioni dell’Unione europea”

Ricorda il generale: “L’Italia è stata colpita da una sanzione di 200mila euro ogni sei mesi per ogni discarica. Nel 2012 abbiamo iniziato a pagare 42 milioni e 600mila euro ogni sei mesi. Poi è intervenuto il ministero dell’Ambiente e 119 siti sono stati messi in sicurezza. Ne rimasero 81 e sono quelli su cui stiamo lavorando. Oggi la sanzione è di 5 milioni ogni sei mesi. Molto più bassa ma è importante terminarla al più presto possibile. Crediamo che nel 2024, al massimo 2025, finiremo”.

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