Il ponte e la valutazione d'incidenza ambientale, tocca a Roma pronunciarsi

Il ponte e la valutazione d’incidenza ambientale, tocca a Roma pronunciarsi

Marco Olivieri

Il ponte e la valutazione d’incidenza ambientale, tocca a Roma pronunciarsi

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lunedì 24 Febbraio 2025 - 07:30

Prima ancora del giudizio europeo, spetta alla Via-Vas esprimersi. A confermarlo il magistrato Atelli, ex presidente della commissione

Prima di Bruxelles, Roma. Prima ancora che europea, la battaglia è nazionale. Per il via libera al ponte sullo Stretto serve il parere della commissione Via-Vas (Valutazione d’impatto ambientale e Valutazione ambientale strategica), con relativa deroga supermotivata alle direttive Ue. Di fatto, dunque, la deroga è prima di tutto nazionale e poi europea. L’autorizzazione Vinca (Valutazione d’incidenza ambientale) è in capo alla stessa commissione Via-Vas, in linea con un’interpretazione della Commissione europea del 2021. A conferma di quest’orientamento quanto scrive (in allegato il file) Massimiliano Atelli, il 19 aprile 2023, alla commissione VIII della Camera dei deputati, in qualità allora di presidente della commissione Via-Vas.

Il magistrato ripercorre la vicenda ponte e precisa: “Va ricordato, sempre nell’intento di offrire ogni elemento utile, che recentemente la Corte di Giustizia, con sentenza del 16 luglio 2020, e il Tar Lazio hanno puntualizzato che le risalenti norme sulla Via devono essere disapplicate nella parte in cui prevedono che la valutazione di incidenza – e le condizioni compensative eventualmente necessarie in caso di esito negativo della stessa – possa essere svolta da un organo, istituzione o proponente, diverso dalla Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale. Anche alla luce di ciò, appare da considerare come l’iter pregresso possa essere completato e riavviato – sulla base del quadro normativo complessivamente oggi vigente – anche mantenendo applicabile la disciplina sulla cosiddetta Via speciale già utilizzata, ovvero le norme di cui agli artt. 165 e ss. del d.lgs. 36/2003 e s.m., che le Commissioni ministeriali continuano ad applicare nelle procedure che sin dal principio vi sono state assoggettate”.

In sostanza., l’ex presidente della commissione Via-Vas cita una sentenza della Corte di giustizia europea, in occasione di un contenzioso sulla superstrada Orte – Civitavecchia, a riprova della necessità di un parere nazionale sulla grande opera in campo ambientale. Prima dell’Europa, insomma, c’è l’Italia su questo fronte.

Salvini: “Dopo l’approvazione del Cipess l’obiettivo è aprire la cantierizzazione in primavera”

Nel frattempo, il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, così si è pronunciato: “L’obiettivo è nelle prossime settimane portare in Consiglio dei ministri i documenti che invieremo a Bruxelles, arrivare al Cipess (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, n.d.r.) per l’approvazione del progetto definitivo e partire con la cantierizzazione nella primavera 2025” (fonte Ansa).

Il convegno a Messina su ponte e Reti Ue e il recente confronto al Parlamento europeo

Intanto a Messina oggi è in programma un convegno dal titolo “Reti Ue e Ponte sullo Stretto, 3.660 metri di corridoio scandinavo per rimettere l’Italia al centro del Mediterraneo”. L’appuntamento è alle 18 nel salone della Borsa del Palazzo camerale. E lo scorso 19 febbraio si è svolto un incontro al Parlamento europeo al quale hanno partecipato i rappresentanti dei comitati messinesi e calabresi.

Sottolinea la deputata europea Annalisa Corrado, responsabile per la conversione ecologica del Partito democratico: “Amministratori, esperti e rappresentanti della società civile hanno discusso gli aspetti critici
dell’infrastruttura alla luce di quanto prescritto dalla Commissione Via-Vas. La Commissione ha sollecitato il governo italiano a procedere secondo quanto previsto agli articoli 6.3 e 6.4 della direttiva Habitat, che prevedono l’obbligo di richiesta di parere alla Commissione europea per il via libera a costruire. Questo perché l’impatto dell’opera in questione sugli ecosistemi delle zone coinvolte violerebbe le protezioni della Rete Natura 2000. Quello che viene chiamato parere è di fatto una deroga a costruire rispetto alle direttive che proteggono ecosistemi preziosi e a elevato valore ecologico. Le regole europee non sono un
ostacolo ma una garanzia per la tutela del nostro patrimonio naturale e per la corretta gestione delle grandi opere”.

“Dubbi sulla sostenibilità ambientale ed economica del ponte, la Commissione europea deve vigilare al massimo”

Continua Corrado: “Il Ponte sullo Stretto solleva molteplici interrogativi sulla sostenibilità ambientale e sulla reale utilità dell’investimento. Chiediamo alla Commissione europea di esercitare il massimo livello di controllo su questa procedura. Un’opera dannosa e inutile che rischia di diventare un precedente pericoloso. Un progetto che i partecipanti definiscono nebuloso, dannoso e antistorico, oltre che insostenibile dal punto di vista economico e ambientale. A nostro avviso manca del tutto l’interesse pubblico che giustifichi l’allocazione di così ingenti risorse pubbliche per un’opera che rischia di danneggiare le comunità locali su molteplici livelli”.

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