La società Stretto di Messina pubblica un documento di 55 pagine per replicare alle contestazioni dei tre ingegneri
Un documento di 55 pagine per rispondere alle affermazioni contenute nel testo “Un ponte “sospeso” sullo Stretto di Messina: realtà o utopia?” degli ingegneri Fabrizio De Miranda, Federico Mazzolani e Santi Rizzo con lo scopo di “ristabilire la verità tecnica sul Progetto definitivo approvato”.
I tre ingegneri avevano inviato una relazione al Comitato Scientifico e alla società Stretto di Messina il 13 febbraio 2024, poi allegato alla procedura di Valutazione Impatto Ambientale (prot. 0069323 del 12 aprile 2024) e a cui era già stato dato riscontro in appendice alla relazione progettuale AMW3260 (“Procedura di Valutazione Impatto Ambientale – Riscontro alle osservazioni del pubblico”), introducendo alcuni elementi di novità relativi al sistema di sospensione principale (le funi) e alla geosismotettonica (“faglie e fondazioni lato Calabria”). Brevi cenni a presunte questioni di interferenza con il traffico navale e a presunte soluzioni alternative alla campata unica sono introdotti in paragrafi apparentemente dedicati ad altro (costi dell’Opera e iter approvativo).
Affermano i tre ingegneri che l’ipotesi di luce da 3300 metri in campata unica comporta “numerose perplessità in relazione ad aspetti tecnici reali, verificabili e fattuali”.
“Oltre 50 anni di studi, non esistono perplessità”
“Risulterà evidente – replica la società – a chi avrà la pazienza di proseguire nella lettura del presente documento che le perplessità adombrate non esistono, né tantomeno possono essere ascritte alla soluzione a campata unica, soluzione che oltre cinquant’anni di studi hanno provato essere l’unica opera atta a stabilire un collegamento permanente tra la Sicilia e il Continente”.
“Massimi esperti al mondo”
Infine Stretto di Messina sottolinea come la predisposizione e l’approvazione del progetto definitivo sia “il risultato di un articolato percorso di approfondite verifiche e controlli. Tale processo, a partire dal progetto redatto e aggiornato dal contraente generale Eurolink (i cui principali partner sono Webuild, Ihi, Sacyr e Cowi, massimo esperto di ponti sospesi nel mondo), ha coinvolto tra gli altri la statunitense Parsons Transportation in qualità di consulente di gestione del progetto, che ha effettuato anche la verifica indipendente del progetto, e un pannello di esperti composto da quattro massimi esperti nelle discipline di aerodinamica-aeroelastica, sismica, geotecnica e ambiente”.
Le firme sulla risposta
La risposta di Stretto di Messina è firmata da Eurolink (Jamal Assad, di Vp Bridges International e Cowi, e Fabio Brancaleoni, di Edin Ingegneria) e da un pannello di esperti composto da Giorgio Diana (professore emerito del Politecnico di Milano), Ezio Faccioli (già professore ordinario del Politecnico di Milano), Iunio Iervolino (professore ordinario dell’Università Federico II di Napoli e della Iuss di Pavia), Marco Orlandini (WeBuild), Gabriele Scarascia Mugnozza (professore ordinario della Sapienza di Roma) e Gianluca Valensise (dirigente di ricerca di Ingv).
Il documento integrale
Conclusioni
“Il Progetto Definitivo ha verificato funzionalità e comfort al passaggio di treni e degli automezzi in modo diretto mediante analisi sofisticate appropriate per un ponte sospeso di grandissima luce. Gli argomenti sollevati, in maniera stupefacente, dai detrattori del progetto attengono al mancato rispetto di alcuni requisiti che garantiscono in maniera semplificata e indiretta funzionalità e comfort per opere di dimensioni inferiori di uno-due ordini di grandezza rispetto al Ponte sullo Stretto.
Le sperimentazioni svolte (prove in galleria del vento) non hanno prefigurato alcuna instabilità di tipo aerodinamico tale da mettere in dubbio la fattibilità del progetto. Il sedime dell’Opera di Attraversamento e in generale del progetto non è interessato dalla presenza di faglie attive e/o capaci. Le azioni sismiche del progetto definitivo risultano, da una recentissima rivalutazione allo stato dell’arte internazionale per quanto attiene la pericolosità sismica con modelli accreditati, largamente cautelative per tutte le frequenze di vibrazione di reale interesse per il ponte.
Il progetto del Ponte sullo Stretto non prefigura alcuna significativa difformità rispetto all’esperienza consolidata nella costruzione dei ponti. Al contrario, all’estero, nell’ultimo quindicennio ci si è avvalsi dei risultati di oltre quarant’anni di studi finanziati da Società Stretto di Messina (e dunque dallo Stato) per realizzare ponti sospesi di grandissima luce, incluso l’attuale ponte a luce unica più lungo al mondo (ponte 1915 di Çanakkale in Turchia).
La configurazione a luce unica, prima ancora che risultare conveniente dal punto di vista economico, come confermato dalle recenti analisi costi-benefici, è l’unica soluzione sicuramente fattibile per collegare in maniera stabile la Sicilia e il Continente.
A conclusione è bene ribadire che della eccezionalità del progetto sono ben consapevoli – da decenni – tutti gli attori coinvolti nel progetto (Stretto di Messina, Comitato Scientifico, Pmc, Contraente Generale, progettisti, ecc.) e lo dimostrano: la cautela delle specifiche progettuali, la più volte citata estensione di prove ed analisi che vanno molto oltre quel che sia mai stato fatto per un ponte, le professionalità e le procedure di verifica messe in campo per gli studi di fattibilità, i progetti di massima e preliminare, il progetto definitivo, nonché quelle ulteriori che sono previste in prosieguo. Si tratta di un grande progresso su solide basi, che non può essere smentito da generiche espressioni di dubbiosità e che si auspica possa portare ad una visione condivisa con la comunità tecnica nazionale una volta che sia stata compiutamente trasmessa la necessaria conoscenza”.

Ma, a parte il continuo sbrodolarsi su quanto sono bravi, c’è qualche paragrafo che affronta nel merito le perplessità degli ingegneri?
Sul fatto che il Ponte sia fattibile non esiste alcun dubbio, almeno per chi non è di parte.
È chiaro che è sempre più facile avallare la teoria del NO , i NO non prevedono una verifica al loro non operato.
Come si fa solo ad immaginare che si vada a costruire un opera di una simile portata e non essere sicuri di poterla metter su?? Quali pazzi si prenderebbero una così schiacciante responsabilità, e per pazzi intendo tutti , da politici ad ingegneri, esperti del settore delle costruzioni e multinazionali stesse interessate al progetto , senza essere certi di non essere a rischio di rovinarsi la vita , la reputazione e di esser causa di una possibile tragedia ??
Quindi i NO, ideologi , propagandistici, conflittuali per interessi singoli ,o dovuti alla semplice ignoranza in molti casi ,lasciano il tempo che trovano.
La domanda è: si riuscirà ad iniziare il progetto?? Lo si riuscirà a portare avanti fin quanto basta affinché il primo governo di sinistra non lo vada a bloccare subito ,come accadde con Monti , per pura ideologia??
Messina non credo abbia fatto passi in avanti nel frattempo …. anzi , tanti anzi..
Se non bastano gli argomenti tecnici a smentire la fattibilità, l’assoluta impraticabilità finanziaria del progetto dovrebbe essere una pietra tombale per lo stesso. 13,5 miliardi di Euro per iniziare e sappiamo tutti, anche nel resto del mondo, che i costi aumentano a dismisura in corso d’opera. Per l’aeroporto di Berlino ci sono voluti 3 volte il budget previsto. In un periodo storico dove è imperativo affrontare sfide esistenziali, buttare nel cesso 30 e passa miliardi di euro è una bestemmia.
A fronte di una situazione catastrofica della sanità pubblica, dell’approvvigionamento idrico, dell’occupazione, del commercio al dettaglio.
E i tempi? È notizia di ieri che la tratta ferroviaria Catania-Palermo (a terra e senza chi sa quali montagne da affrontare) non sarà pronta prima del 2029 (4 anni in più del previsto)…forse.
I messinesi sono tanto felici da accollarsi 15 anni di lavori a tappeto per tutta la città? Per cosa poi? Una manciata di posti di lavoro? A termine per giunta. Per gli affitti? Ridicolo, la maggior parte degli operai dormirà nei container come già avviene per il raddoppio della Messina Catania. Questa è un’opera che appianerà il deficit di Webuild, farà guadagnare i soliti noti ed incrementerà il potere di qualche politico locale. Sulle nostre spalle di ignavi.
E dunque: perché ancora il CIPESS, non emette questo tanto atteso e definitivo documento per il via libera ai lavori??
.Signor Hermann ha centrato il punto.
Ed è da tanto tempo che ripetiamo queste cose.
Ma come si fa a fare capire a chi la pensa diversamente da NOI? (condivido il suo commento)
Leggo commenti su questa testata giornalistica dI posizioni ideologiche, partitiche, di frustrazione, di rivalsa e vendetta di rabbia fino a rasentare l’insulto. (Le sto confezionando)
Dovremmo essere grati a chi ci dà la possibilità di esprimere il nostro pensiero ed io sarò sempre grato!
Tutto questo ha portato e porta a divisioni a volte insanabili.
Vedo fratelli che si mandano a quel paese, ad amici che non si frequentano più.
È questo che vogliamo?
Per questo Ponte Messina sarà devastata per anni; lunghissimi anni con l’assenso di chi lo vuole.e magari vive fuori Messina.
Di questo ne parleremo quando partiranno i cantieri (speriamo il più tardi possibile o mai)
A pensarci bene, tutto questo
per non mettere 1 traghetto e 1 aliscafo in più e destinate tutti questi miliardi in quello che il Signor Hermann nel suo commento ha evidenziato
Catania Palermo e ritorno, in treno, 13 ore.
I treni si fermeranno sul ponte aspettando la via libera sul binario.
Mah….