È salva la casa del Postino di Troisi a Salina, non sarà demolita

È salva la casa del Postino di Troisi a Salina, non sarà demolita

Redazione

È salva la casa del Postino di Troisi a Salina, non sarà demolita

mercoledì 09 Aprile 2025 - 10:45

La denuncia era partita da una vicina di casa. I giudici: 'La villa non è abusiva'

La casa del Postino di Neruda nell’isola di Salina, diventata famosa per il film con Massimo Troisi, è salva e non dovrà essere demolita.

Il giudice relatore del consiglio di giustizia amministrativa Nino Caleca e il presidente Ermanno de Francisco hanno infatti accolto il ricorso straordinario presentato al presidente della Regione dal proprietario, Giuseppe Cafarella, per chiedere la sospensione del provvedimento del Comune di Malfa che aveva dichiarato in parte abusivo l’immobile.

A chiedere l’intervento del Comune e dei carabinieri era stata una vicina di casa che aveva segnalato un ampliamento non autorizzato della villa durante la fase di ristrutturazione. Il proprietario ha sempre contestato il presunto abuso e ha chiesto che la “Casa del Postino” diventasse bene culturale e paesaggistico di notevole interesse pubblico. La villetta rifugio nel film sul poeta cileno Pablo Neruda, perseguitato dal suo paese, si trova in località Pollara, contrada Punta.

Per il proprietario “la casa del Postino rappresenta un patrimonio prezioso da proteggere e conservare, affinché non si perda la sua profonda testimonianza artistica, storica e culturale e questi elementi, uniti alla conservazione originaria della tipica struttura eoliana, la rendono un vero e proprio unicum, simbolo dell’architettura locale, dal momento che la casa, immersa tra ulivi, ibiscus e oleandri, fu costruita secondo i principi dell’architettura eoliana”.

Il giudice Nino Caleca sottolinea “l’interesse artistico, paesaggistico e il notevole interesse pubblico visto che è stata scelta per l’ultimo film interpretato da Massimo Troisi che aveva ottenuto 5 candidature agli Oscar nel 1996, di cui una vincente, della casa che è stata già iscritta al Lim – carta dei luoghi dell’identità e della memoria della Regione Siciliana a seguito dell’inserimento nell’anno 2000 delle Isole Eolie nella Lista dei patrimoni dell’umanità”. Nel ricorso è stato stabilito che l’immobile non è abusivo. (ANSA)

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