“Palluni ruccati”, è l’ultimo brano di Alessandro Capurro, in arte Novo. Il 5 agosto aprirà il concerto all’arena di Villa Dante di Eugenio Bennato e Mario Incudine
Alessandro Capurro, in arte Novo, giovane cantautore messinese, una passione nata da bambino guardando lo zio suonare la chitarra, un lungo percorso che l’ha portato da qualche anno a cantare e comporre. Nel suo ultimo brano “Palluni ruccati”, racconta con amore nostalgico la sua città. Una canzone in dialetto che scopre in maniera poetica ed evocativa i valori e le tradizioni scomparse. “Non aviumu nenti ma ridiumu sempri” canta Alessandro, ricordando la sua infanzia, in parte vissuta fra le baracche di Camaro San Paolo, dove seppur in un contesto difficile, i valori della comunità erano forti e reali.
“Stiamo perdendo la socialità” – racconta Alessandro – “Credo che una città abbia bisogno di spazi, è da lì che nasce l’aggregazione, l’arte. Quella che Messina sta vivendo è un’occasione unica, lo sbaraccamento deve servire alla città per avere nuovi stimoli, per recuperare spazi e identità.”
Il brano ha visto una collaborazione di prestigio, i cori sono stati interpretati da Mario Incudine. Gli arrangiamenti sono di Dario Lisitano, al quale va anche il merito, spiega Alessandro, di averlo indirizzato sulla giusta strada musicale. I musicisti: alla chitarra Fabrizio Marcellino e lo stesso Novo, alle percussioni Santino Merrino.
Il video clip della canzone è stato diretto da Alessando Capurro e Carlotta Ingemi. Le riprese sono state tutte girate in posti caratteristici della città, dalla riviera Nord al villaggio di Pezzolo, e sono state realizzate da Carlotta Ingemi, Giuseppe Spuria e al drone da Marco Gismondo.
L’appuntamento da non perdere per ascoltare dal vivo Novo, è per il 5 agosto, il cantautore aprirà il concerto di Eugenio Bennato e Mario Incudine. Le sue note risuoneranno nell’arena di Villa Dante, un posto frequentato da bambino con “i ginocchia scucciati”, e che adesso ritrova da protagonista.