C'è una nuova figura professionale, l'addetta all'accoglienza, che comunica con i parenti dei pazienti in attesa fuori
servizio di Silvia De Domenico
MESSINA – Nuovi codici colore, figure professionali e zona di biocontenimento: viaggio nel nuovo Pronto Soccorso del Policlinico di Messina. A guidarci nella struttura rinnovata è il dirigente medico Giovanni Di Maio. “Nella prima settimana possiamo già stimare di aver ridotto i tempi di attesa dei pazienti del 30%”, spiega il responsabile del Pronto Soccorso. Il reparto registra una media di 120 accessi al giorno, il 20% dei quali di pazienti provenienti da tutta la provincia. I posti letto sono 23, senza considerare quelli dei codici verde. Ecco i nuovi posti letto: dal rosso, all’arancione, all’azzurro e il nuovo reparto Obi (Osservazione breve intensiva).

Nuova zona di biocontenimento per malattie infettive e pandemie
La nuova struttura ha migliorato notevolmente il lavoro di medici e infermieri. Resta da incrementare il personale. “Servirebbero altri medici, per quanto riguarda gli infermieri invece stiamo raggiungendo il numero ottimale”, racconta il dottor Di Maio. E’ lui a mostrarci la nuova barella di biocontenimento e il percorso dedicato alle malattie infettive diffusive. Una zona che prevede entrata e uscita separate dall’ingresso del Pronto Soccorso proprio per evitare ogni tipo di contagio. Un reparto essenziale in caso di pandemie che nel periodo del Covid non esisteva ancora.
L’infermiere di flusso
Nel percorso che va dal triage all’area critica conosciamo due figure professionali nuove all’interno del Policlinico di Messina. L’infermiere di processo o di flusso, Piero Sturiale, ci racconta di cosa si occupa. “Dopo l’assegnazione del codice colore in area triage viene fatta una nuova valutazione per velocizzare la presa in carico del paziente dal personale medico”. La sua è una figura nuova per quest’ospedale: “Messina è una delle prime città siciliane ad avere gli infermieri di flusso”, conclude.
L’addetta all’accoglienza
Un’altra novità importante è l’introduzione degli addetti all’accoglienza. “Ci occupiamo di dare informazioni ai parenti in attesa da ore“, racconta Claudia Gemelli. Un ruolo, quindi, di congiunzione fra l’interno e l’esterno del Pronto Soccorso, che serve anche a non far scaldare gli animi fra chi non ha notizie del proprio congiunto da molto tempo. “Il nostro lavoro alleggerisce anche quello dei medici ed è stato ben accolto dall’utenza felice di avere risposte più veloci”, aggiunge Gemelli. Gli addetti all’accoglienza, così come tutto il personale medico e paramedico, sono dotati di bodycam che registrano in tempo reale eventuali aggressioni per poi far scattare l’intervento delle Forze dell’ordine.

Il nuovo posto fisso della Polizia dentro il Pronto Soccorso
“Sulla sicurezza abbiamo puntato molto”, aggiunge il direttore generale Giorgio Giulio Santonocito. “Il nuovo posto fisso della Polizia di Stato all’interno della nuova struttura e la sperimentazione delle telecamere sui camici ne sono la dimostrazione”, conclude.

Cari signori tutti, complimenti per questo nuovo pronto soccorso, posto di polizia, ecc. Vorrei solo dire che , come vi sono medici e personale sanitario che purtroppo vengono aggrediti verbalmente e fisicamente da parenti dei pazienti o da altri persone, ci sono anche medici , infermieri e personale sanitario che attaccano o si dimostrano arroganti, saccenti e prepotenti con i parenti delle persone che sono lì per curarsi non certo per giocare. E questo è anche da tenere in conto perché molto spesso una reazione del parente del paziente è generata da atteggiamenti e comportamenti e parole non proprio appropriati da parte del personale sanitario esasperandolo. Diciamo anche questo? Grazie. Detto ciò, faccio i migliori auspici per un pronto soccorso efficiente e sempre “pronto ” a svolgere quel lavoro che è una missione vera e propria, quella di salvare e curare vite!
Così per come ho letto direi DAVVERO OTTIMO!!!!
La bodycam dovrebbero poterla mettere pure i pazienti e i loro parenti, per denunciare eventuali comportamenti impropri, omissivi, arroganti, da parte del personale sanitario.
Se i tempi di attesa si sono ridotti, se le cose vanno bene, lo devono dire i pazienti e chi li accompagna. Non i medici o il personale sanitario. È chi usufruisce del servizio che deve giudicare non chi lo eroga. Se vado al ristorante, io cliente, dico se il piatto è buono, non lo chef. “Chi vende”, è convinto sempre che quello che “vende”, eroga, è buono. Ma è chi compra, chi riceve il servizio che deve valutare!
Se non aspetto troppo, lo giudicherò io quando e se mi servirà il P.S. per me o per persona a me cara. “Loro se la cantano e loro se la suonano”. È questo atteggiamento superbo indicato da Sera, che rende alcuni operatori sanitari odiosi. Si rileggessero la Bibbia, non tanto come discorsi di Fede, ma come saggezza: “Quanto più sei grande, quanto più umiliati!”. Quanto più sei un medico luminare, ecc, quanto più sii umile e collaborativo con i pazienti e con chi li accompagna!
E’ un punto cruciale, disporre del posto fisso di Polizia. Perchè dà sicurezza e tranquillità, contro certi “individui” o “malacarnazze” che siano.